Tienno Pattacini
Nato nel 1908, Tienno Pattacini si forma musicalmente in un contesto ancora
profondamente legato alla tradizione della musica delle terre verdiane della bassa
parmense, dove il ruolo del musicista è definito da una rigorosa gerarchia strumentale
e da una forte componente virtuosistica. In questo ambiente emerge inizialmente
(1929) come primo quartino solista, ruolo che lo colloca nel registro più acuto e
brillante del concerto a fiato Cantoni di Casale di Mezzani, formazione nella quale si
afferma come interprete di grande agilità tecnica e precisione espressiva.
Ma i riferimenti musicali del giovane Tienno volano già oltre i confini emiliani, egli
segue assiduamente alla radio le esibizioni dal vivo delle orchestre ritmiche moderne
(in particolare quelle di Pippo Barzizza e Cinico Angelini), trasmesse via etere dalle
principali sale da ballo di Torino e Milano, oltre che dagli studi dell’Ente Italiano per le
Audizioni Radiofoniche (EIAR).
Tali complessi rappresentano l’affermazione di una nuova idea di orchestra,
imperniata sul ritmo, sull’equilibrio timbrico e sulla funzione sociale del ballo. In questa
prospettiva, il sassofono e la fisarmonica assumono una posizione di rilievo,
divenendo emblemi di una rinnovata sensibilità estetica. L’influenza esercitata da
queste esperienze d’ascolto si rivelerà determinante nell’orientare le successive scelte
musicali e professionali dell’artista.
Nel 1933 Pattacini registra con il Concerto a Fiato Cantoni il brano “L’Usignolo”, ancora
nel ruolo di quartino solista, e contemporaneamente compie una scelta decisiva:
l’acquisto di un Sax alto Selmer, strumento che per lui segna il passaggio simbolico
dalla tradizione bandistica alla modernità orchestrale. Il sax non è soltanto un nuovo
mezzo espressivo, ma l’emblema di un diverso modo di concepire la voce solista
all’interno dell’ensemble musicale.
Contemporaneamente nasce la sua “Orchestrina Pattacini”, formazione stabile con
sax alto, clarinetto, fisarmonica, chitarra, contrabbasso e batteria, attiva nei cosiddetti
“festival”: grandi tendoni allestiti per le feste di campagna.
Inizia cosi a delinearsi il nucleo della sua futura produzione compositiva. Il valzer
variato “Battagliero”, composto nel 1933, inteso come sintesi tra linguaggio
tradizionale e nuova scrittura per piccola orchestra da ballo. E’ una novità assoluta,
pensata fin dall’origine per sassofono alto e fisarmonica, come riportato in calce nel
manoscritto originale.
Il 1937 rappresenta per Tienno il primo ingresso delle sue creazioni nel mondo
dell’incisione su dischi 78 giri Columbia.
L’editore parmigiano Luigi Varese, in cambio della cessione dei diritti sostiene
economicamente la trasferta in studio a Milano e organizza la sessione imponendo
però l’esecuzione “bandistica” a fiato e l’arrangiamento curato da Pietro Tamani
(Colorno) dell’omonima orchestra. In questa fase, più che la piena realizzazione del
progetto musicale, prevale una mediazione tra visione artistica e possibilità produttive,
in cui l’orchestra della prima registrazione non coincide ancora con quella immaginata
dal compositore.
La svolta definitiva avviene nel 1939, quando Pattacini riacquista i diritti editoriali
alla L. Varese, crea le proprie Edizioni Musicali Pattacini e incide nuovamente il Valzer
variato “Battagliero” , questa volta con la propria orchestra a Milano, con il suo
fisarmonicista Renato Benelli presso la casa discografica concorrente Fonit e in
seguito nel 1942 con Barimar e nel 1946 e 1959 con Iller Pattacini e nel 1962 con la
Odeon e nel 1962 con Glauco Caminati e la sua etichetta Brusco. È il momento in cui
il progetto musicale trova finalmente una forma autonoma: il sax alto e la fisarmonica
assumono un ruolo strutturale, e il linguaggio orchestrale si stabilizza secondo una
precisa identità stilistica.
Nella musica da ballo di Tienno Pattacini (composizioni, incisioni discografiche ma
soprattutto serate dal vivo) la fisarmonica è onnipresente, vero e proprio contraltare
dialogante dei suoi Sax alto e Clarino, essa consolida definitivamente quella scrittura
in cui lo strumento non è semplice accompagnamento, ma voce dialogante e fondante
del suono orchestrale.
Pattacini raggiunge un accordo con le case discografiche dell’epoca, in particolare con
la Dischi Odeon, che gli consente di realizzare incisioni dei suoi brani da ballo, come
valzer, mazurche, polche e tanghi. In cambio, si impegna a comporre e incidere per il
mercato nazionale brani di carattere melodico, quali one-step e foxtrot, avvalendosi di
cantanti e orchestrali messi a disposizione dalla casa discografica.
Questi brani, tuttavia, non verranno mai eseguiti nelle serate da ballo locali; alcuni di
essi, inoltre, non risulteranno neppure depositati a nome del compositore.
L’orchestra da ballo Tienno Pattacini terminerà la sua attivita dopo 40 anni nel 1973,
quando il figlio Iller ne prenderà il testimone fondando la Ballorchestra Universal
Folk aprendo il repertorio anche ad altri generi da ballo (Romagnolo, Nord e Sud
Americano) alla stregua delle altre grandi orchestre degli anni ’70, gli anni d’oro del
ballo liscio e non solo.
Tienno ha anche composto diversi brani per Fisa solista, tra i quali Centauro,
Trastullo, Lucciola, Giocoliere e nel 1955 ha pubblicato con le sue Edizioni musicali,
un Metodo per Fisarmonica in tre lingue curato da Mario GOI.
Suoi fisarmonicisti storici sono stati Renato Benelli, Mario “Barimar” Barigazzi (1941-
1945), il figlio Iller Pattacini, Nello Tinterri (1949-1952) e infine Glauco Caminati (1952-
1973).