Tienno Pattacini: differenze tra le versioni

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Tienno Pattacini (1899-1981) è stato un noto musicista, compositore e direttore d'orchestra italiano, particolarmente rinomato per il suo contributo alla musica da ballo emiliana, in particolare al liscio. Nato a Sant'Ilario d'Enza, in provincia di Reggio Emilia, Pattacini è considerato una figura chiave nella storia della musica popolare italiana.
Nato nel 1908, Tienno Pattacini si forma musicalmente in un contesto ancora


Pattacini ha iniziato a suonare giovanissimo e, nel corso della sua carriera, ha composto numerosi brani che sono diventati classici del repertorio del liscio. È stato il fondatore e leader dell'Orchestra Pattacini, una delle più apprezzate orchestre da ballo dell'epoca. I suoi brani sono caratterizzati da melodie accattivanti e arrangiamenti ricchi, che hanno saputo catturare il pubblico e diffondere il liscio ben oltre i confini dell'Emilia-Romagna.
profondamente legato alla tradizione della musica delle terre verdiane della bassa


Tra i suoi brani più celebri ci sono "Il valzer di mezzanotte" e "La mia bella Tartana". Pattacini è stato anche un importante innovatore, introducendo nuovi strumenti e tecniche esecutive nel liscio, contribuendo a modernizzare il genere pur mantenendo un forte legame con la tradizione.
parmense, dove il ruolo del musicista è definito da una rigorosa gerarchia strumentale


La sua eredità musicale ha avuto un impatto duraturo sulla musica popolare italiana, e Tienno Pattacini è ricordato come uno dei grandi maestri del liscio, capace di unire tradizione e innovazione in un modo che ha lasciato un'impronta indelebile nel panorama musicale
e da una forte componente virtuosistica. In questo ambiente emerge inizialmente
 
(1929) come primo quartino solista, ruolo che lo colloca nel registro più acuto e
 
brillante del concerto a fiato Cantoni di Casale di Mezzani, formazione nella quale si
 
afferma come interprete di grande agilità tecnica e precisione espressiva.
 
Ma i riferimenti musicali del giovane Tienno volano già oltre i confini emiliani, egli
 
segue assiduamente alla radio le esibizioni dal vivo delle orchestre ritmiche moderne
 
(in particolare quelle di Pippo Barzizza e Cinico Angelini), trasmesse via etere dalle
 
principali sale da ballo di Torino e Milano, oltre che dagli studi dell’Ente Italiano per le
 
Audizioni Radiofoniche (EIAR).
 
Tali complessi rappresentano l’affermazione di una nuova idea di orchestra,
 
imperniata sul ritmo, sull’equilibrio timbrico e sulla funzione sociale del ballo. In questa
 
prospettiva, il sassofono e la fisarmonica assumono una posizione di rilievo,
 
divenendo emblemi di una rinnovata sensibilità estetica. L’influenza esercitata da
 
queste esperienze d’ascolto si rivelerà determinante nell’orientare le successive scelte
 
musicali e professionali dell’artista.
 
Nel 1933 Pattacini registra con il Concerto a Fiato Cantoni il brano “L’Usignolo”, ancora
 
nel ruolo di quartino solista, e contemporaneamente compie una scelta decisiva:
 
l’acquisto di un Sax alto Selmer, strumento che per lui segna il passaggio simbolico
 
dalla tradizione bandistica alla modernità orchestrale. Il sax non è soltanto un nuovo
 
mezzo espressivo, ma l’emblema di un diverso modo di concepire la voce solista
 
all’interno dell’ensemble musicale.
 
Contemporaneamente nasce la sua “Orchestrina Pattacini”, formazione stabile con
 
sax alto, clarinetto, fisarmonica, chitarra, contrabbasso e batteria, attiva nei cosiddetti
 
“festival”: grandi tendoni allestiti per le feste di campagna.
 
Inizia cosi a delinearsi il nucleo della sua futura produzione compositiva. Il valzer
 
variato “Battagliero”, composto nel 1933, inteso come sintesi tra linguaggio
 
tradizionale e nuova scrittura per piccola orchestra da ballo. E’ una novità assoluta,
 
pensata fin dall’origine per sassofono alto e fisarmonica, come riportato in calce nel
 
manoscritto originale.
 
Il 1937 rappresenta per Tienno il primo ingresso delle sue creazioni nel mondo
 
dell’incisione su dischi 78 giri Columbia.
 
L’editore parmigiano Luigi Varese, in cambio della cessione dei diritti sostiene
 
economicamente la trasferta in studio a Milano e organizza la sessione imponendo
 
però l’esecuzione “bandistica” a fiato e l’arrangiamento curato da Pietro Tamani
 
(Colorno) dell’omonima orchestra. In questa fase, più che la piena realizzazione del
 
progetto musicale, prevale una mediazione tra visione artistica e possibilità produttive,
 
in cui l’orchestra della prima registrazione non coincide ancora con quella immaginata
 
dal compositore.
 
La svolta definitiva avviene nel 1939, quando Pattacini riacquista i diritti editoriali
 
alla L. Varese, crea le proprie Edizioni Musicali Pattacini e incide nuovamente il Valzer
 
variato “Battagliero” , questa volta con la propria orchestra a Milano, con il suo
 
fisarmonicista Renato Benelli presso la casa discografica concorrente Fonit e in
 
seguito nel 1942 con Barimar e nel 1946 e 1959 con Iller Pattacini e nel 1962 con la
 
Odeon e nel 1962 con Glauco Caminati e la sua etichetta Brusco. È il momento in cui
 
il progetto musicale trova finalmente una forma autonoma: il sax alto e la fisarmonica
 
assumono un ruolo strutturale, e il linguaggio orchestrale si stabilizza secondo una
 
precisa identità stilistica.
 
Nella musica da ballo di Tienno Pattacini (composizioni, incisioni discografiche ma
 
soprattutto serate dal vivo) la fisarmonica è onnipresente, vero e proprio contraltare
 
dialogante dei suoi Sax alto e Clarino, essa consolida definitivamente quella scrittura
 
in cui lo strumento non è semplice accompagnamento, ma voce dialogante e fondante
 
del suono orchestrale.
 
Pattacini raggiunge un accordo con le case discografiche dell’epoca, in particolare con
 
la Dischi Odeon, che gli consente di realizzare incisioni dei suoi brani da ballo, come
 
valzer, mazurche, polche e tanghi. In cambio, si impegna a comporre e incidere per il
 
mercato nazionale brani di carattere melodico, quali one-step e foxtrot, avvalendosi di
 
cantanti e orchestrali messi a disposizione dalla casa discografica.
 
Questi brani, tuttavia, non verranno mai eseguiti nelle serate da ballo locali; alcuni di
 
essi, inoltre, non risulteranno neppure depositati a nome del compositore.
 
L’orchestra da ballo Tienno Pattacini terminerà la sua attivita dopo 40 anni nel 1973,
 
quando il figlio Iller ne prenderà il testimone fondando la Ballorchestra Universal
 
Folk aprendo il repertorio anche ad altri generi da ballo (Romagnolo, Nord e Sud
 
Americano) alla stregua delle altre grandi orchestre degli anni ’70, gli anni d’oro del
 
ballo liscio e non solo.
 
Tienno ha anche composto diversi brani per Fisa solista, tra i quali Centauro,
 
Trastullo, Lucciola, Giocoliere e nel 1955 ha pubblicato con le sue Edizioni musicali,
 
un Metodo per Fisarmonica in tre lingue curato da Mario GOI.
 
Suoi fisarmonicisti storici sono stati Renato Benelli, Mario “Barimar” Barigazzi (1941-
 
1945), il figlio Iller Pattacini, Nello Tinterri (1949-1952) e infine Glauco Caminati (1952-
 
1973).


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[[Category: Archivio musicale]]
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Versione attuale delle 02:40, 29 ott 2026

Nato nel 1908, Tienno Pattacini si forma musicalmente in un contesto ancora

profondamente legato alla tradizione della musica delle terre verdiane della bassa

parmense, dove il ruolo del musicista è definito da una rigorosa gerarchia strumentale

e da una forte componente virtuosistica. In questo ambiente emerge inizialmente

(1929) come primo quartino solista, ruolo che lo colloca nel registro più acuto e

brillante del concerto a fiato Cantoni di Casale di Mezzani, formazione nella quale si

afferma come interprete di grande agilità tecnica e precisione espressiva.

Ma i riferimenti musicali del giovane Tienno volano già oltre i confini emiliani, egli

segue assiduamente alla radio le esibizioni dal vivo delle orchestre ritmiche moderne

(in particolare quelle di Pippo Barzizza e Cinico Angelini), trasmesse via etere dalle

principali sale da ballo di Torino e Milano, oltre che dagli studi dell’Ente Italiano per le

Audizioni Radiofoniche (EIAR).

Tali complessi rappresentano l’affermazione di una nuova idea di orchestra,

imperniata sul ritmo, sull’equilibrio timbrico e sulla funzione sociale del ballo. In questa

prospettiva, il sassofono e la fisarmonica assumono una posizione di rilievo,

divenendo emblemi di una rinnovata sensibilità estetica. L’influenza esercitata da

queste esperienze d’ascolto si rivelerà determinante nell’orientare le successive scelte

musicali e professionali dell’artista.

Nel 1933 Pattacini registra con il Concerto a Fiato Cantoni il brano “L’Usignolo”, ancora

nel ruolo di quartino solista, e contemporaneamente compie una scelta decisiva:

l’acquisto di un Sax alto Selmer, strumento che per lui segna il passaggio simbolico

dalla tradizione bandistica alla modernità orchestrale. Il sax non è soltanto un nuovo

mezzo espressivo, ma l’emblema di un diverso modo di concepire la voce solista

all’interno dell’ensemble musicale.

Contemporaneamente nasce la sua “Orchestrina Pattacini”, formazione stabile con

sax alto, clarinetto, fisarmonica, chitarra, contrabbasso e batteria, attiva nei cosiddetti

“festival”: grandi tendoni allestiti per le feste di campagna.

Inizia cosi a delinearsi il nucleo della sua futura produzione compositiva. Il valzer

variato “Battagliero”, composto nel 1933, inteso come sintesi tra linguaggio

tradizionale e nuova scrittura per piccola orchestra da ballo. E’ una novità assoluta,

pensata fin dall’origine per sassofono alto e fisarmonica, come riportato in calce nel

manoscritto originale.

Il 1937 rappresenta per Tienno il primo ingresso delle sue creazioni nel mondo

dell’incisione su dischi 78 giri Columbia.

L’editore parmigiano Luigi Varese, in cambio della cessione dei diritti sostiene

economicamente la trasferta in studio a Milano e organizza la sessione imponendo

però l’esecuzione “bandistica” a fiato e l’arrangiamento curato da Pietro Tamani

(Colorno) dell’omonima orchestra. In questa fase, più che la piena realizzazione del

progetto musicale, prevale una mediazione tra visione artistica e possibilità produttive,

in cui l’orchestra della prima registrazione non coincide ancora con quella immaginata

dal compositore.

La svolta definitiva avviene nel 1939, quando Pattacini riacquista i diritti editoriali

alla L. Varese, crea le proprie Edizioni Musicali Pattacini e incide nuovamente il Valzer

variato “Battagliero” , questa volta con la propria orchestra a Milano, con il suo

fisarmonicista Renato Benelli presso la casa discografica concorrente Fonit e in

seguito nel 1942 con Barimar e nel 1946 e 1959 con Iller Pattacini e nel 1962 con la

Odeon e nel 1962 con Glauco Caminati e la sua etichetta Brusco. È il momento in cui

il progetto musicale trova finalmente una forma autonoma: il sax alto e la fisarmonica

assumono un ruolo strutturale, e il linguaggio orchestrale si stabilizza secondo una

precisa identità stilistica.

Nella musica da ballo di Tienno Pattacini (composizioni, incisioni discografiche ma

soprattutto serate dal vivo) la fisarmonica è onnipresente, vero e proprio contraltare

dialogante dei suoi Sax alto e Clarino, essa consolida definitivamente quella scrittura

in cui lo strumento non è semplice accompagnamento, ma voce dialogante e fondante

del suono orchestrale.

Pattacini raggiunge un accordo con le case discografiche dell’epoca, in particolare con

la Dischi Odeon, che gli consente di realizzare incisioni dei suoi brani da ballo, come

valzer, mazurche, polche e tanghi. In cambio, si impegna a comporre e incidere per il

mercato nazionale brani di carattere melodico, quali one-step e foxtrot, avvalendosi di

cantanti e orchestrali messi a disposizione dalla casa discografica.

Questi brani, tuttavia, non verranno mai eseguiti nelle serate da ballo locali; alcuni di

essi, inoltre, non risulteranno neppure depositati a nome del compositore.

L’orchestra da ballo Tienno Pattacini terminerà la sua attivita dopo 40 anni nel 1973,

quando il figlio Iller ne prenderà il testimone fondando la Ballorchestra Universal

Folk aprendo il repertorio anche ad altri generi da ballo (Romagnolo, Nord e Sud

Americano) alla stregua delle altre grandi orchestre degli anni ’70, gli anni d’oro del

ballo liscio e non solo.

Tienno ha anche composto diversi brani per Fisa solista, tra i quali Centauro,

Trastullo, Lucciola, Giocoliere e nel 1955 ha pubblicato con le sue Edizioni musicali,

un Metodo per Fisarmonica in tre lingue curato da Mario GOI.

Suoi fisarmonicisti storici sono stati Renato Benelli, Mario “Barimar” Barigazzi (1941-

1945), il figlio Iller Pattacini, Nello Tinterri (1949-1952) e infine Glauco Caminati (1952-

1973).


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